“Don Leonsyo Akena: una vocazione nata dal dolore e trasformata in pace”
Un sacerdote nato per gli altri, una vocazione forgiata nella sofferenza di un popolo e nel sacrificio di tanti religiosi. È questo il volto di Don Leonsyo Akena, arrivato in Italia – nella cittadella di Loppiano del Movimento dei Focolari – per laurearsi all’Istituto Universitario Sophia in Dialogo, Pace, Comunicazione.
Ma il suo sogno va oltre lo studio: gettare le basi, nel nostro Paese, di una fondazione che possa sostenere la sua associazione ugandese Pace Insieme Uganda, che oggi accoglie circa 250 bambini rifugiati e che, negli anni, ne ha salvati molti altri.
Don Leonsyo proviene da un Paese segnato da conflitti continui. “Dal 1962 – racconta – nove presidenti si sono succeduti, ma nessuno ha portato una pace duratura”. È cresciuto in un clima di guerra, rischiando da giovanissimo di essere costretto a imbracciare un’arma. “Dio ha illuminato la mia vita con la sua Provvidenza – ricorda – salvandomi e indicandomi la strada, sia per la mia vocazione che per il mio scopo”.
Fondamentale è stato l’incontro con i padri Comboniani, missionari nella sua zona, che lo hanno accolto, istruito e curato come tanti altri bambini. Il loro esempio, unito al sacrificio di molti di loro – alcuni uccisi negli attentati degli anni ’90 – ha segnato profondamente il giovane Leonsyo, che nel 2008 è diventato sacerdote. “Anche dei catechisti sono stati trucidati – racconta – e quando accadono queste cose cala il buio sulla comunità. I bambini respirano questa paura”.
La sua diocesi, Gulu, si trova nel nord dell’Uganda, al confine con il Sud Sudan. “La nostra tribù è la stessa del Sud Sudan – spiega – ma confini e politiche diverse hanno generato incomprensioni e conflitti”. Per lui, leader politici, religiosi e capi tribù devono essere messi attorno allo stesso tavolo per costruire la pace.
Cresciuto in una famiglia dove la spiritualità era già presente, Don Leonsyo ha compreso che la Chiesa è la forma più completa di comunità: uno spazio capace di generare fraternità, giustizia, uguaglianza e pace, sempre con Cristo come riferimento. “Per raggiungere il mio obiettivo – afferma – ho capito che l’istruzione è fondamentale. La conoscenza apre la mente e il cuore. Questo l’ho imparato dai Comboniani, e ciò che ho ricevuto voglio restituirlo”.
Da questa consapevolezza, 18 anni fa, è nato il progetto Pace Insieme Uganda, che offre attività, sostegno e una scuola primaria per i bambini. “Vorrei che diventasse anche una scuola secondaria”, confida.
La sua forza è radicata nella fede. “La mia storia è quella di un uomo che Dio ama tanto – dice –. Non posso dimenticare gli amici uccisi dalla guerra, i poveri, chi soffre. Ma la mia vocazione è un dono per me e per il mio popolo. Voglio vivere tra la mia gente, lavorando per la pace universale”.
Ringrazia il suo vescovo, “un padre che sostiene e incoraggia”, e guarda al futuro: “Io non sarò eterno. Desidero che qualcuno raccolga questo percorso. La fondazione non nasce solo per un aiuto economico, ma per creare comunità. I soldi non portano la pace, spesso dividono. Io non dimentico il mio ruolo: sono un sacerdote di Dio, chiamato a portare le anime in cielo. Ma credo che il Paradiso possa iniziare già qui, quando si raggiunge la pace”.
Per sostenere Don Leonsyo e la sua iniziativa è possibile scrivere a: leonsakena@yahoo.co.uk
Antonio Degl’Innocenti



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