Intervista a me stesso.....di BuyItaliaStyle
Cognome e nome: Degl’Innocenti AntonioData e luogo di nascita: 26 Marzo 1982, Figline Valdarno (Fi)
Studi: Laurea in Storia Contemporanea
Raccontaci chi sei?
Lavoro presso una storica officina di profumi fiorentina, al contempo collaboro con diverse testate giornalistiche dall’Italia all’America occupandomi sia di cronaca che di cultura.
Quando e come hai scoperto la passione per la fotografia?
Va da se che un giornalista, spesso alle prime armi, deve preoccuparsi d’immortalare le notizie. Per quanto possibile. Nel contempo è facile imbattersi in soggetti o scenari che colgono particolare attenzione. Da li inizia quella che si può definire passione
Raccontaci un po’ come nascono i tuoi set fotografici. Quali sono i soggetti preferiti, a chi ti ispiri nella composizione delle immagini e come recluti i tuoi modelli?
L’odierno mondo ha una forte propensione all’utilizzo di macchine sempre più sofisticate con prodotti che possono fare una moltitudine di scatti al minuto. Scenari faraonici, illuminazioni a nostro piacere ed il mondo in tasca. Tutte cose che non mi interessano. La foto deve essere coinvolgente e naturale. Quindi ha particolare bisogno di spontaneità.
Per lo stile, hai fatto riferimento a quale grande fotografo/a mondiale?
Mi pare azzardato poter dire questo ma i grandi fotografi della storia rimangono un mito. Robert Doisneau ed i Fratelli Alinari sono per me una grande fonte di ispirazione, o meglio, di ammirazione.
Se te ne dessero la possibilità, chi è che vorresti assolutamente fotografare?
Non ho particolari desideri o preferenze. Sicuramente le grandi capitali ma anche soggetti femminili.
Da cosa si riconosce a tuo parere un buon fotografo da uno mediocre?
Dalla gradevolezza dell’immagine e dal coinvolgimento del soggetto.
Con photoshop molti fotografi mediocri possono ovviare a le loro “lacune” con filtri grafici, cosa ne pensi di questo fenomeno?
Ridicolo. Chi non è un buon fotografo è inutile che tappi i buchi. Prima o poi si arriva alla falla. Ognuno deve dare ciò che può con il proprio talento. Per quello deve essere giudicato. Successivamente si possono avere determinate accortezze per perfezionarsi.
Per fare una bella foto serve una buona macchina fotografica, al momento attuale sul mercato ci sono ottime macchine a prezzi sempre più bassi, non credi che alla lunga anche il semplice appassionato – potrà sopperire alla sua “inesperienza” grazie a delle tecnologie sempre più avanzate che se mi passi il termine “scattano al suo posto”?
Tutti oggi possono fotografare ma pochi riescono ad appassionare. In quanto alla buona macchina vuol dire poco. Robert Doisneau è celebre per il suo Bacio all’ Hotel de Ville. È una foto del 1950 scattata da uno che non è mai uscito da Parigi. Vi immaginate di quale semplice macchina poteva disporre? Eppure, a distanza di 60 anni, è ancora un mito nella storia e la sua foto una finestra romantica di piacevole coinvolgimento.
Di cosa vai più fiero della tua tecnica o del tuo estro grafico?
Direi tenacia, l’estro sta ad altri stabilirlo.
A tuo parere il mercato della fotografia è in crisi?
Direi un po’ come l’arte. Rispecchia la società odierna. A mio parere non ottimale. Spesso i soggetti sono privi d’anima, lontani, freddi.
Quali sono i problemi di un giovane fotografo che si mette in proprio?
In prima cosa la forza di volontà, il credere nel proprio lavoro e l’inclinazione al sacrificio.
Come pensi che in italia si possa risolvere il problema di visibilità artistica che viene poco premiata?
Spesso tutto in Italia viene premiato poco. Se pensiamo che da noi dipende il 70% dell’arte mondiale è facile comprendere che vi sia una defezione nel proporre il proprio lavoro o il proprio patrimonio. Si guarda spesso all’estero come al futuro, al massimo in commercio. È il senso di patria che ci manca. Media, e personaggi di spicco dovrebbero aiutare i giovani ad amare la propria terra evitando di paragonarla sempre a ciò ce c’è fuori. Dobbiamo essere meno autolesionisti e credere di più nelle nostre capacità. Pensate la Cubismo, ad esempio. Fu una corrente che ha inciso nel mondo dell’arte in maniera epocale. Aveva conquistato l’Europa e l’America. Al contempo l’Italia rispose con una corrente tutta personale grazie ad un manipolo di amici: i Futuristi. Con essi Picasso strinse un forte legame ed una profonda stima. Basti pensare alle lettere che si scrissero lui ed Ardengo Soffici; l’uomo Italiano che portò in Italia l’impressionismo esaltando la figura di Cezanne. Considerato tutto ciò, in molti e spesso giovani, non sanno neanche dell’esistenza di tale corrente. Pensi alla Francia famosa per i suoi profumi. Uno dei più grandi profumieri francesi fu Renato Bianco, partito da Firenze alla corte parigina di Caterina de Medici, che fra le altre cose, insegnò ai francesi a mangiare con la forchetta. I fratelli Alinari, poi, non hanno niente da invidiare a nessun grande fotografo al mondo. Potrei continuare cosi per ore ma spero di essere stato abbastanza chiaro.
Quali sono i servizi che secondo te fanno un buon lavoro a riguardo?
Il servizio maggiore sono i nostri concittadini all’estero. Essi rappresentano una grande potenzialità. In questo i governi dovrebbero rafforzare i loro mezzi d’informazione ed i loro servizi. Va da se che il made in Italy della cultura è poi naturalmente apprezzato all’estero.
Per vedere le foto e l'intervista originale seguire il link: http://www.buyitalianstyle.com/magazine/turismo/5257/intervista-ad-antonio-deglinnocenti-fotografo/


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