Intervista a Pierluigi Visci direttore del Quotidiano Nazionale

Indubbiamente un onore poter festeggiare 125 anni di storia di un giornale. Anni contraddistinti da una partecipazione attiva agli avvenimenti nazionali. Anni di lavoro, di fatiche, gioie e dolori. Trentasei direttori che si sono susseguiti alla direzione di questo giornale e che lo hanno portato fino ad oggi. Noi abbiamo incontrato l’attuale, Pierluigi Visci, che ha avuto il privilegio di festeggiare in questo passaggio temporale un’impresa che è la storia, che è nella storia.

125 anni non sono pochi sulle spalle di un giornale, che oggi vanta centinaia di migliaia di lettori grazie al suo lavoro e quello della famiglia Monti – Riffeser. Lei ne è il direttore. Con quale entusiasmo ha accolto questa celebrazione dopo i 150 anni della Nazione?

Diciamo intanto che per i festeggiamenti del Resto del Carlino, come per gli altri giornali del gruppo La Nazione ed il Giorno, abbiamo lavorato come gruppo editoriale. Un lavoro di squadra anche se il Carlino è il maggior rappresentante. Iniziammo questa tipologia di festeggiamenti con il Giorno, per i suoi 50 anni di attività. Giovane ma pure questo un bel traguardo. Io diventai direttore del Carlino nel 2008, dopo una vita di lavoro in redazione, ed al momento dei suoi festeggiamenti è stata un’emozione che si rinnovava ogni qualvolta attraversavamo le nostre terre per celebrare il giornale. Infatti siamo stati proprio noi ad andare nei nostri luoghi a festeggiare con edicolanti e lettori la storia del Calino.

Il 2010 sarà contornato da un anno di attività che toccheranno tutta l’Emilia Romagna, le Marche, San Marino ed il Veneto. A suo avviso quali le più significative?

L’evento centrale è sicuramente la mostra itinerante battezzata “45.000 notti a battere la storia”. 125 pagine che portiamo in giro per le nostre terre e che percorrono la storia del giornale. Poi la raccolta “Le terre del Carlino” curata da Carlo Cambi e presentata anch’essa nei luoghi di diffusione del giornale fin quando, alla fine, ne verrà fatto un libro. Infine il volume commemorativo sui 125 anni della Storia del Carlino curato da Marco Leonelli.

Il Carlino ha partecipato in primo piano alla storia d’Italia. In un certo qual modo anche alla storia dei nostri emigranti in America?

Da sempre ha avuto una particolare attenzione a questo fenomeno. Già dalla sua nascita il Carlino aveva sostenuto la modernizzazione avanzata dal governo Giolitti. Se poi pensiamo alle terre di diffusione ci rendiamo conto che molte di queste sono state soggette all’emigrazione come la Romagna, le Marche, la provincia di Rovigo. Non è poi un caso che il giornale abbia appoggiato la legge che permetteva agli immigrati il voto all’estero. Poi in nostri inviati, sempre presenti negli Stati Uniti, come Giampaolo Pioli da New York e Cesare de Carlo da Washington.


New York è una città ricca di vitalità e cultura italiana. Si contano decine di associazioni e centri culturali. Cosa vorrebbe dire a questi appassionati d’Italia?

Per quanto possibile di continuare ad amare questo paese nonostante i suoi problemi e le sue difficoltà. Un paese ricco di una cultura di fondo importante ed indelebile che ha dato tanto e non solo all’Italia. Che tutti questi appassionati, concittadini e non possano portare questo nome, Italia, con onore ed orgoglio essendo felici di appartenere a questa grande storia.

Pensa che sia possibile creare un ponte di scambio comunicativo e culturale con l’America ed in questo caso con l’Idea?

Io sono sempre dell’idea che bisogna conoscerci e farsi conoscere. Mi dichiaro disponibile a vedere di intraprendere un dialogo, visto che il nostro giornale ha ormai avviato la strada della tecnologia avvalendosi di supporti come internet ed iPhon.    


Pochi anni fa la Casa di Cultura Italiana Zerilli – Marimò, una delle più prestigiose case di cultura d’America, organizzò una mostra assieme alla Fondazione Spadolini e la New York University  sulla figura di Giovanni Spadolini, storico direttore del Carlino. Cosa ne pensa?

Una cosa meravigliosa. Rendere omaggio a Giovanni Spadolini è stato un atto davvero meritorio. Una persona di una moralità ineccepibile, una personalità specchiata impeccabile direttore e politico. Tutto questo è indubbiamente meritevole. Anche per la nostra mostra itinerante è centrale poter parlare di Giovanni Spadolini.

L’iniziativa “Terre del Carlino” è stata possibile grazie alla collaborazione del giornale con il Monte Paschi di Siena. Un’iniziativa dove si parla della storia e cultura di una fetta d’Italia. Pensa che questa possa essere un’occasione interessante per parlare in America d’Italia e Carlino?

Sicuramente questo può essere un prodotto che può parlare d’Italia, della nostra storia, cultura, tradizioni. Potrebbe essere interessante portare una mostra itinerante a New York. Perché no?

125 anni fa si comprava il Carlino per il resto di un sigaro. Da Padovani che si rivolgeva al piccolo popolo a Visci che parla ai connazionali in America. Un successo?

Un successo di uomini e donne che hanno coinvolto migliaia di persone. Un successo di un grande editore come la famiglia Monti-Riffeser . Oggi possiamo vantare la nostra presenza per un bacino di 5 milioni di utenti, con 300 pagine al giorno  e 19 portali internet. Direi che da quel lontano 1885 è stato raggiunto un ottimo traguardo.


Antonio Degl’Innocenti

Commenti

Post più popolari