Quando un libro è nel posto giusto: il convivio nella villa di Doccia


Giovedì 15 Settembre, la Biblioteca comunale di Sesto Fiorentino, nella storica e prestigiosa cornice della Villa Buondelmonti (ex-manifattura Ginori di Doccia) ha ospitato la presentazione del libro di Franco Banchi, Il Convivio delle erbe dimenticate, Edizione Area Bianca.
La nuova sede della Biblioteca Ernesto Ragionieri di Sesto Fiorentino si trova da pochi mesi in località Doccia all’interno di Villa Buondelmonti, edificio nel quale il Marchese Carlo Ginori nel 1737 fondò la storica Manifattura di porcellane di Doccia. Già dai primi anni la qualità della produzione della manifattura attirò illustri visitatori di passaggio a Firenze, e nella Villa di Doccia si avviarono lavori per la creazione di spazi di rappresentanza. Il salone della villa fu affrescato nel 1754 da Vincenzo Meucci, con scene allegoriche dipinte nelle lunette che raffiguravano le varie fasi della fabbricazione della porcellana. In tale spazio era esposto il meglio della produzione.
L' evento organizzato dall'Associazione Culturale Toscana Area Bianca, con il Patrocinio della Provincia di Firenze, ha visto come consiglieri presentatori Samuele Baldini e Manola Aiazzi, che hanno inteso valorizzare proprio la dimensione della cultura, in particolare quella storica, che affonda le radici nei territori dell'area fiorentina.
La serata ha avuto come momento centrale l'intervista di Antonio Degl'Innocenti, giornalista de La Nazione, all' autore.
Tra le numerose domande una delle più curiose e particolari è stata quella che ha riguardato la copertina, disegnata dallo stesso Franco Banchi. L'autore, sollecitato in materia, ha spiegato che “la copertina è, in tutti i sensi, il riepilogo del libro. Non solo perché  sono presentati con altro linguaggio, in modo misterioso ed allusivo, tutti i simboli contenuti nello sviluppo del testo, ma anche perché essa riprende, filtrandoli attraverso un'intuizione creativa e la libertà della fantasia, il soggetto ed i temi di una storica robbiana, il lavabo della sacrestia di S.Maria Novella, databile alla fine del XV secolo”.
Sul filo di questa precisazione, l'autore si è “divertito” a definire il suo libro, per il mix inscindibile tra oggettività documentaria e fiction, “un vero falso storico”.
L'ultima parte dell'intervista ha lasciato spazio ad un'altra delle dimensioni del libro, quella legata al valore emblematico, materiale e spirituale delle erbe. Ha risposto a questa stimolante “sessione” ILARIA PERSELLO, giornalista, curatrice delle ricerche storico-gastronomiche e delle ricette del libro, sottolineando come le ricette sono legate dal sottile fil rouge dell'essere espressione concreta dell'hortus conclusus, ad un tempo microcosmo e macrocosmo, giardino delle delizie, evasione e simbolo dell'intero universo. Per questo gli ingredienti non si limitano alle erbe aromatiche propriamente dette, ma vanno alla ricerca delle "erbe dimenticate", di quei sapori che sembrano scomparsi dalla nostra memoria, perché, come sottolineava Ilaria, le ricette, tutte le ricette, anche quelle in apparenza più banali, hanno bisogno di un po' di polvere di fata, di un pizzico di magia e di un pensiero felice. Proprio come Peter Pan. 

Franco Banchi

Per maggiori info sul volume: www.francobanchi.it 

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