Camilla...esperta di vino
Camilla Carrega ci accoglie nella sua cantina.
Un atelier per degustatori di vino dove il rosso dei lampadari, dal gusto un
po’ chic che non guasta, riflette sulle possenti pareti del castello di
Volognano. Sarà un caso ma proprio il castello fu dimora di uno dei primi direttori
del nostro giornale, il Dancona, amico e collega di Bettino Ricasoli: il vino,
al quel tempo, era ovviamente di casa. Camilla ha lineamenti sottili nascosti
dai capelli mori. Un sorriso sovrasta gli occhi azzurri che parlano, con particolare
devozione, di una tradizione di famiglia. Una tradizione che lei, seppur
giovanissima, ha sposato e fatta sua. Fu il nonno, Ezio Pecchioli, che avviò
con il sostegno di Giacomo Tachis, il principe degli enologi, la produzione di
vino e la coltivazione di vitigni. Dopo aver acquistato il Castello di
Volognano, ultima porta di Firenze prima dell’ingesso in Valdarno, il nonno
avvia con decisa propulsione la produzione di vino. Una passione tramandata
alla figlia, Patrizia Pecchioli e coltivata anche dal consorte, Alberto
Carregga. E la stessa passione e volontà arriva a Camilla che nella sua maison
studia, ammira ed esalta un tesoro di queste terre. Giovanissima, ma già
all’avanguardia nel settore, è oggi insegnate presso il Florence University of
the Arts di Firenze: qui insegna agli americani la cultura del vino. Camilla ha
girato l’America in lungo e largo, approfondito la conoscenza della California,
visitato cantine europee ed italiane. Tutto questo per conoscere, scoprire e
sapere. Una conoscenza che diventa bagaglio per nuove sperimentazioni nelle
cantine del suo castello. Non è un caso che la famiglia abbia dato vita ad un
buon vino bianco, difficile da ottenere nelle nostre zone, e dal nome “Donna
Patrizia”: ovviamente dedicato alla mamma.
La tua
è una passione che viene da lontano e che ti lega a questa terra.
Ho sempre vissuto da “nomade”, se cosi mi è
concesso dire, tra la casa di Firenze e Volognano. La mia vita quassù è stata
legata molto ai cicli della campagna. Ma il mio desiderio è quello di
sistemarmi definitivamente qua dove ancora ho ricordi incancellabili della mia
infanzia: come l’odore della vendemmia.
Questo amore
le ha permesso di girare molto?
Si. Dall’America al Sud Africa fino in Spagna
senza parlare dell’Italia. Il mio girovagare mi ha permesso di condividere e
conoscere varie realtà enologiche. Ci sono cose nel mondo che nessuno si
aspetta con prodotti di alta qualità.
Da qui
a Volognano dove lei e la sua famiglia sperimentate ancora.
Le nostre etichette, quattro al momento, sono
legate alla nostra produzione e ricerca. Due vini sono dedicati alla mia
famiglia e ben presto una nuova bottiglia si aggiungerà a questa collezione. Il
vino in questione è “Noi”: un prodotto nato per il matrimonio di mia sorella
Livia.
Quindi
non solo ricerca ma un costante richiamo anche alla famiglia che coltiva questa
tradizione. Ed il vino di Camilla?
Ancora sto pensando a quale potrebbe essere il
mio vino. San Giovese sicuramente abbinato ad un Merlot.
Quali
saranno le iniziative per la prossima stagione di Volognano?
Porteremo avanti una serie d’iniziative
abbinando il vino alla musica ed arte. Come abbiamo sempre fatto. Non mancherà
un appuntamento dedicato all’olio e poi la presentazione della nuova etichetta.
Antonio Degl’Innocenti
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