Era mio padre....ricordo di Herbert Wittum

Se la storia di Vallombrosa è popolata da pellegrini, viaggiatori e turisti che da sempre l’hanno eletta ‘meta spirituale e naturale’, a partire dalla fine dell’Ottocento la nascita del vicino paese di Saltino , “moderna stazione di villeggiatura estiva a somiglianza di quelle che fioriscono in Germania e nella Svizzera”,  permise lo svilupparsi di un turismo del benessere, reso famoso dalla presenza massiccia, lungo tutto l’arco del secolo scorso, di personaggi celebri, artisti famosi, aristocratici e politici in vista i quali in questi luoghi, deputati alla vacanza e al giusto ristoro, cercavano accoglienza e serenità.
Il 21 dicembre 1913 nasceva Herbert Wittum, un uomo che ha dedicato la sua intera vita professionale all’arte  dell’ospitalità.
Attraverso la realizzazione del Gruppo Grandi Alberghi Vallombrosa, per oltre mezzo secolo ha rappresentato il rilancio, in chiave moderna, della stazione climatica estiva di Saltino, dopo la fine della Seconda guerra mondiale.
Credo sia giusto ricordarlo durante i mesi estivi, perché proprio ogni estate, per oltre mezzo secolo, dal 1948 al 2000, mio padre si è prodigato, senza risparmio di energie, nella sua veste manageriale di albergatore; egli vigilava attentamente sul buon andamento del lavoro: tutto, nei suoi alberghi, per quanto possibile doveva funzionare alla perfezione, il cliente veniva collocato al centro delle attenzioni da parte di tutti gli impiegati della grande azienda.
Herbert, insieme alla moglie Annetta, incarnavano l’anima dell’accoglienza, quell’essenza di sensibilità e predisposizione all’ascolto, senza le quali non può esistere il giusto rapporto col villeggiante. I clienti del Grand Hotel, dell’Hotel Croce di Savoia, dell’Hotel Milton, dell’Hotel Panorama, ma anche dell’Hotel Balestri a Firenze, giungevano da tutto il mondo ed era importante che ognuno di loro ripartisse con un buon ricordo della vacanza, o breve visita che fosse.
Essere albergatore non è semplice; sono necessarie qualità umane tutt’altro che superflue: psicologia soprattutto, che permettere di identificare al primo sguardo il cliente in arrivo, di capire le sue esigenze, di rispettare lo stress del viaggio e lo sbalzo di pressione atmosferica, specie negli anziani. L’ospite che varca la soglia dell’Hotel, che sia per un singolo pernottamento o per una lunga villeggiatura, si porta appresso due tipi di bagaglio, quello fisico fatto di pesanti ed ingombranti valige e borse, e del quale si vuole liberare al più presto e quello rappresentato dalle peculiarità  del suo carattere fatto di abitudini e vizi, stanchezza e desiderio di ‘staccare’ e tanta voglia di essere ascoltato nelle sue esigenze, quindi servito e ‘coccolato’.
Herbert Wittum ha rappresentato la terza generazione di una dinastia di albergatori che - a partire dal fiorentino Giovanni Balestri,  seguito  dalla figlia Fede (la madre di mio padre) che sposò un Wittum - erano sempre stati legati a Vallombrosa e Saltino da un affetto sincero. Mio padre sosteneva che per essere imprenditore a Saltino ci vuole una forte dose di entusiasmo e tanto spirito di sacrificio, perché a Saltino, dove la stagione lavorativa non dura più dei classici mesi di luglio e agosto, “nessuno si è mai arricchito facendo l’albergatore”.
Mio padre era da tutti conosciuto come il “Signorino”; un tempo si usava chiamare così il “figlio del padrone”, o della “padrona” come nel caso di Fede Balestri; in più il nome Herbert, per molti era un po’ difficile da pronunciare. Così ancora oggi, fra coloro che lo hanno conosciuto, si parla  del “Signorino”.  
La carriera alberghiera di Herbert Wittum, e della moglie Annetta, durò quanto durò la loro vita: mio padre si spense nel suo amato Grand Hotel il 27 giugno 2001. Egli sperava ardentemente che la sua grande avventura imprenditoriale potesse continuare, grazie alla forza ed alla indiscussa capacità di Annetta, ma il suo legittimo desiderio non fu esaudito: infatti, il destino ha voluto che Annetta, sua fedele compagna di una vita, lo seguisse nell’eterno riposo a pochi anni di distanza, il 22 maggio 2006.


Nicola Wittum

Commenti

  1. Una preghiera per la cara Sig.ra Annetta Wittum e famiglia da un'ospite di Saltino ed amica, nata nel caro Trentino. Mirella

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