La liquirizia più famosa al mondo: Amarelli
Una storia incredibile, che attraversa quasi un millennio, è
quella della più importante azienda di liquirizia italiana. Stiamo parlando di
Amarelli, che moltissimi conoscono per le sue prelibatezze ma forse meno per il
suo particolare sviluppo. Si tratta di un’azienda che definire storica è poca
cosa viste le vicende che circondano questo nome che dall’anno mille, circa, ha
proseguito nei secoli fra Crociate, impegno intellettuale e agricoltura. Una
storia da toccare con mano, da leggere, da ascoltare, da vivere nel “Museo
della Liquirizia Giorgio Amarelli”. Ed è proprio per questo che oggi
Amarelli è parte attiva ed integrante dell’Unione Imprese Storiche Italiane, l'associazione nata a Firenze nel 2000 e che
abbraccia quasi cinquanta imprese ultracentenarie su tutto il territorio
nazionale testimoni di un Made in Italy longevo e di alta qualità. “In un mondo
sempre più competitivo, la valorizzazione dell’heritage aziendale è uno
straordinario vantaggio competitivo, ma al di là di questo, è la naturale propensione
ad incontrare aziende simili per storia, per valori e per obbiettivi che spinge
tutti noi a riunirci in un sodalizio – ha sottolineato Fortunato Amarelli - come
l’unione Imprese storiche Italiane; anche se impercettibile agli occhi del
cliente l’azienda longeva è consapevole della sua funzione sociale, del ruolo
che svolge nella sua comunità, l’obbiettivo non è più solo economico, il vero scopo
diventa la conservazione e la trasmissione”. C’ è di tutto nel museo e nella
storia di questa famiglia: dalle incisioni, documenti, libri, foto
d'epoca ma anche attrezzi agricoli, oggetti di vita quotidiana e splendidi
abiti antichi a testimoniare la vita di una dinastia che valorizza i rami
sotterranei delle piante di liquirizia che crescono spontanee sulla costa
ionica. Nel 1731 nacque la brillante idea di estrarne il succo con un
procedimento esposto al centro della prima galleria del museo, mentre nelle
vetrine si raccontano l'organizzazione, la commercializzazione e le prime
confezioni. Da Rossano, in Calabria, Amarelli ha conquistato l’Italia e non
solo con la sua liquirizia. Antichi documenti attestato che già attorno al 1500
la famiglia era impegnata nella raccolta e vendita delle radici di liquirizia,
particolarmente apprezzate, per il loro potere tonificante, da quanti
affrontavano lunghe marce, come pellegrini e soldati e coloro che compivano
attività faticose. Nel 1789 l'Abate di Saint-Non visitò la fabbrica e colpito
dalla particolare ed accurata lavorazione, con macchinari del tempo, volle
dedicarle una magnifica incisione nel suo "Voyage pittoresque".
Amarelli aveva già sviluppato in quel periodo una sorta d’impianto
proto-industriale in un grande capannone denominato “concio” oggi accora
esistente ed adeguato ai tempi. La produzione cresce, si espande conquistando
nel tempo moltissimi mercati. Anche l’energia, come ed esempio il vapore,
furono oggetto di particolare attenzione da parte della famiglia e lo sviluppo
della propria impresa. Il 2001 è coronato dall’inaugurazione del museo che di
fatto è la testimonianza attiva, viva e presente di un’eccellenza tutta
italiana membro dell’esclusiva Associazione internazionale “Les Hénokiens”, con
sede a Parigi, che raccoglie le aziende familiari più antiche del mondo. Nel
2004 le Poste Italiane, al fine di celebrare il museo appena aperto e la storia
di questa famiglia, hanno emesso un francobollo della serie "Il patrimonio
artistico e culturale Italiano".
Antonio Degl’Innocenti


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