Storia della Cioccolata di Modica: Dolceria Bonajuto

Solo un uomo come Franco Ruta aveva potuto scorgere nella Modica dei primi anni ’90 un gioiello barocco che attendeva di essere portato alla luce e ammirato in tutta la sua bellezza. Ruta aveva interpretato, attraverso l’Antica Dolceria Bonajuto e il suo amore per la cultura, le potenzialità di una crescita che oggi si vede pienamente confermata dalla fama a livello internazionale raggiunta da Modica. Città oggi patrimonio dell’Unesco e meta di migliaia di visitatori che rimangono incantati dal suo fascino e dalla sua storia, stregati dai paesaggi d’altri tempi e deliziati dalla sua gastronomia. L’Antica Dolceria Bonajuto negli anni è diventata sinonimo di cioccolato e ambasciatrice della cultura gastronomica siciliana nel mondo: un racconto e una visione che devono la propria unicità anche in virtù del luogo in cui Bonajuto ha radicato la propria storia imprenditoriale e umana. Era il 1880 quando l’Antica Dolceria avviò la sua attività anche se, già nel 1854, Francesco Ignazio Bonajuto aveva deciso di investire i capitali del padre notaio in una “aromateria” e di intraprendere la produzione in proprio del cioccolato artigianale diventando la ditta che oggi vanta il primato d’essere la più antica fabbrica di cioccolato della Sicilia e che continua a produrre il cioccolato con la ricetta più antica del mondo. Una realtà, questa di Modica, che racconta uno spaccato dolce d’Italia e che oggi fa parte del registro dell’Unione Imprese Storiche Italiane, l'associazione nata a Firenze nel 2000 e che abbraccia quasi cinquanta imprese ultracentenarie su tutto il territorio nazionale testimoni di un Made in Italy longevo e di alta qualità. Una vera testimonianza quella della famiglia Ruta, oggi proprietaria dell’Antica Dolceria, che per decenni ha tramandato la meticolosa e particolare tradizione della lavorazione di cioccolato in Italia. Un successo testimoniato dai tanti traguardi raggiunti come la Medaglia d’Oro ricevuta proprio da Francesco Bonajuto all’Esposizione di Roma del 1911. Francesco morì nella prima metà degli anni trenta lasciando la Dolceria e i suoi segreti nelle mani del giovane apprendista che avrebbe poi sposato Rosa, figlia adottiva dei Bonajuto. Carmelo Ruta traghettò la Dolceria lungo gli anni del boom economico fino a lasciarla, nel 1992, nelle mani del figlio Franco. Da qui ebbe inizio per la famiglia Bonajuto-Ruta e per la Dolceria un nuovo capitolo, che confluì nella storia della città e nel rilancio del “cioccolato di Modica”. Franco optò per un restauro tornando a fare di Bonajuto solo una Dolceria e non più una caffetteria, concentrando la produzione solo nei dolci tradizionali e soprattutto nel cioccolato: “A tornare indietro ci prendiamo gusto”, fu il claim di questa operazione. In questi vent’anni dall’Antica Dolceria Bonajuto è passato mezzo mondo. A tutti Franco e Pierpaolo Ruta hanno mostrato che il loro cioccolato è ancora “fatto a mano”, come quello degli Aztechi. Ora che del cioccolato di Modica parla tutto il mondo, l’Antica Dolceria Bonajuto, nel frattempo iscritta al registro delle imprese storiche della Camera di Commercio, segnalata dall’Eurispes tra le cento eccellenze del paese e inclusa tra le migliori aziende dall’Osservatorio turistico permanente dell’immagine italiana all’estero, non è sola a beneficiarne. “Per un’azienda come la nostra giunta alla sesta generazione – ha concluso Pierpaolo Ruta - far parte delle Imprese Storiche è da un lato un onore, dall’altra parte l’associazione diventa anche un bacino inestimabile di esperienze e di scambi ai quali è possibile attingere in maniera diretta e senza mediazioni per chi, come noi, della memoria ha deciso di fare impresa. L’esigenza di una associazione che coinvolge tutti i marchi ultracentenari è un tesoro unico in un’epoca come la nostra in cui spesso si tende a dimenticare troppo in fretta”.

Antonio Degl’Innocenti 

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