La Spagnola ed il Covid: diversità ed analogie ad un secolo di distanza


Con l’arrivo della pandemia da Covid-19 molte certezze sono mutate e vecchi fantasmi del Novecento sono riapparsi sulla scena mondiale. Alcune sono le analogie con quell’infernale virus della Spagnola che nel 1918 colpì tutto il mondo con stime di decessi che si aggirano sui 50 milioni. Un dramma che alla fine della “Grande Guerra” non lasciò respiro fino al 1921. Ma quali sono le similitudini tra questa pandemia e quella di oggi? Ne abbiamo parlato con Francesco Cutolo, docente ed autore del volume “L’influenza spagnola del 1918-1919. La dimensione globale, il quadro nazionale e un caso locale” edito da IRSPT, che rappresenta una delle più importanti e fresche ricerche sul tema. Ed è lo stesso Cutolo che preferisce parlare “di differenze quando si paragonano le due pandemie” più che di analogie. “La spagnola venne coperta da una censura mediatica importante e chiamata propaganda tranquillante – spiega il professore – che era dettata dalla necessità di tenere alto il morale della popolazione impiegato al fronte” mentre oggi assistiamo ad una martellante e costante insistenza sul tema del Covid. Due metodologie diverse che ottengono più o meno lo stesso effetto di paura “perché allora – prosegue Cutolo – la mancanza totale d’informazione aveva scatenato il panico nella popolazione che non comprendeva cosa stesse accadendo. Molti sono i casi di cure improvvisate, di pubblicità legate a prodotti apparentemente curativi” che ovviamente non avevano effetti o, nei casi peggiori, portavano precocemente ad una morte rapida. “Ovviamente tornarono in scena, anche queste con pochi effetti, le classiche cure – prosegue Cutolo – come i salassi, le purghe con l’olio di ricino e l’uso del chinino adoperato contro la malaria”. Si pensava che il derivato della China potesse, come per altre patologie, diventare un argine efficace contro la devastante pandemia. Oggi, come allora, la China è tornata a far parlare di sé, “in maniera indiretta, viste le sperimentazioni della molecola della clorochina – ha puntualizzato Fabrizio Morgenni, Dottore Farmacista dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella - per il suo possibile impiego contro il Covid-19. La clorochina deriva dal chinino, una molecola che si estrae dalla corteccia della Chincona, un albero molto abbondante sulle Ande tropicali. In Sudamerica gli estratti della corteccia di Chincona vengono usati da sempre come antimalarici, antinfiammatori e febbrifughi”. La ricerca della cura, con antiche intuizioni, torna quindi di scena, assieme ai vaccini, dimostrando oggi come allora che la gran parte della popolazione desiderava trovare velocemente una soluzione a queste nefaste malattie. “In Toscana i decessi da Spagnola furono circa trentamila – prosegue Cutolo – e perlopiù, come nel resto del mondo, giovani tra i venti e trent’anni” in uno scenario dove la sanità pubblica “era a livelli molti bassi – spiega il professore – con ospedali occupati dai militari di ritorno dal fronte, con medici condotti che avevano vastissime aree da servire e con tutto il comparto di sanitari messo a dura prova.” Oggi i più colpiti sembrano invece gli anziani, o persone che in larga parte hanno già patologie pregresse, con numeri comunque decisamente inferiori a quelli che furono nel 1918. Ma se di analogie vogliamo parlare è sicuramente l’epilogo che la malattia ebbe “nella primavera del 1918 – prosegue Cutolo – quando arrivò la prima ondata” come il Covid-19 nel corso del 2020 “e la seconda e più feroce – prosegue il professore – nell’ottobre dello stesso anno” più o meno come stiamo vivendo oggi. Pensate che durante la spagnola, nel corso della seconda ondata, lo stesso comune di Firenze si vide costretto ad allestire un ospedale provvisorio presso Palazzo Bastogi, oggi sede della Regione in via Cavour. A Pistoia “la spagnola - puntualizza Cutolo - decretò il collasso dei Regi Spedali: la struttura completò la sua crisi finanziaria e amministrativa, tanto che la Prefettura di Firenze dovette commissariarla”. Un sistema sanitario al collasso, in sintesi, che dovette sopperire a moltissime necessità. “Ma la differenza di paesi dove la sanità era efficiente – puntualizza Cutolo – si vedeva già allora come oggi” seppur con mezzi differenti vi erano paesi e realtà in grado di tamponare la situazione. Un sistema sanitario efficiente ed efficace, insomma, faceva e fa la differenza per affrontare pandemie da virus. Un altro aspetto “comune fu sicuramente la rapida diffusione – prosegue Cutolo – nel ‘18 dovuta a spostamenti con navi, plotoni, commercio e quant’altro mentre oggi, seppur con dinamiche differenti, la globalizzazione e la velocità negli spostamenti ha prodotto lo stesso effetto di rapida diffusione del virus”. Nel ‘18 non vennero fatte chiusure totali "come è stato per il lockdown odierno – prosegue Cutolo – e dal quale si nota una sostanziale differenza d’approccio alla malattia, che a suo tempo aveva una sua logica che poneva la pandemia in secondo piano rispetto alla guerra. Solo con la seconda ondata si assisté a prese di posizioni più rigide delle autorità e gli unici lavoratori a protestare per le chiusure furono cinematografi e teatri”. La ricerca del nemico o del portatore è, infine, una similitudine “che accomuna le due situazioni – spiega Cutolo – oggi l’identificazione di un paese come diffusore della pandemia, il caso della Cina, avvicina molte persone ed anche allora, in molti, cercavano di trovare responsabili a quel disastro; chi pensava fosse stato lo stesso governo, chi dava la colpa ad altri Paesi come accadeva già in Italia dove si parlava d’influenza Tedesca”. È curioso, infatti, come la pandemia più devastante dell’età contemporanea, e probabilmente della storia, fu identificata come Spagnola anche se, con la Spagna, ebbe poco a che fare. Essendo però la nazione neutrale alla Grande Guerra, il regime di censura sulla stampa non esisteva, e di conseguenza furono i primi a darne notizia con queste poche righe emesse dall’allora agenzia iberica Fabra: “Una strana forma di malattia a carattere epidemico è comparsa a Madrid…l’epidemia è a carattere benigno non essendo risultati casi mortali”.

Antonio Degl’Innocent

Commenti

Post più popolari