“Dove brucia il fuoco della Toscana: un viaggio tra bellezza, fede e storia”





Una Toscana osservata con occhi nuovi, quasi riscoperta. È questo il filo conduttore dell’ultima puntata di “Segno 7”, dedicata al libro di Antonio Socci Dio abita in Toscana. In studio, insieme all’autore, il prof. Franco Banchi, storico e profondo conoscitore della nostra regione.

Fin dalle prime battute emerge un’immagine diversa della Toscana: non solo un museo a cielo aperto, non solo pietre, monumenti e paesaggi da cartolina. “È una regione stupenda – racconta Banchi – ma ha anche un’anima che spesso resta nascosta. Brucia di un fuoco sacro, e Socci lo coglie bene: quel fuoco deve tornare a emergere”. Ed è proprio questo lo spirito che anima il libro.

Socci spiega che il volume nasce da un sentimento di gratitudine verso una terra che ha donato al mondo arte, scienza, letteratura, cultura, ma anche spiritualità e santità. I tre secoli tra il 1200 e il 1500 hanno plasmato l’identità occidentale e italiana, regalando una lingua, una letteratura e istituzioni come ospedali e università. Secondo Socci, è l’incarnazione del Figlio di Dio ad aver esaltato la natura umana in tutte le sue dimensioni, e la pittura toscana – da Giotto in poi – ha saputo raccontare questo stupore. Il libro nasce proprio dal fascino di questa bellezza: il fuoco che ha dato forma alla Toscana è, per Socci, il fuoco di Cristo.

Banchi osserva come oggi spesso si guardi alla regione con uno sguardo utilitaristico: turismo, profitto, ritorno economico. “Tutto legittimo – dice – ma non può essere l’obiettivo principale. La Toscana deve parlare dal dentro, non solo attraverso ciò che mostra”. Il rischio è ridurla a un prodotto da consumare. Il lavoro di Socci, invece, invita a riscoprirla attraverso luoghi, storie e persone: da San Galgano alla facciata del Duomo di Siena, dal Decameron alla piazza dei Miracoli di Pisa. Pagine che rivelano la profondità di una terra in cui corpo e anima convivono da sempre.

“Marsilio Ficino ricordava che il filosofo cura le anime ma anche i corpi – continua Banchi –. Il Rinascimento parla di sommo bene, di artisti e letterati, ma questo bene vive tra la gente”. E infatti la Toscana ha costruito nei secoli una rete di ospedali, confraternite e orfanotrofi che hanno curato non solo la carne del popolo, ma anche il suo spirito. “Mai essere medici del corpo senza essere anche medici dell’anima”, ricorda Banchi, richiamando un’eredità che attraversa i secoli.

Socci aggiunge che la Toscana è stata per lungo tempo una delle terre più prospere d’Europa, capace di imprimere una forte impronta cristiana all’identità europea. Una spiritualità che si respira ovunque, perfino nella campagna modellata nei secoli come un’opera d’arte collettiva.

La cristianità ha segnato anche la storia politica della regione. Banchi ricorda Giovanni Papini, che raccontava come Firenze fosse l’unica città al mondo ad aver proclamato Cristo Re della città, secondo un documento del 1527. Savonarola lo ribadiva, e Giorgio La Pira vedeva Firenze come una città sul monte, segno della Gerusalemme celeste. Un legame che attraversa tutta la Toscana, fino a Siena, dove il Palio è dedicato alla Madonna.

Il libro di Socci è, in fondo, un pellegrinaggio: una guida materiale e spirituale per scoprire la divina bellezza di questa terra. Racconta anche il vino, simbolo della civiltà contadina toscana e legato alla tradizione cristiana. “Penso alla Via Francigena – ricorda Banchi – dove il vino era bevanda, cibo e figura dell’Eucaristia”.

Oggi, forse, siamo lontani dall’idea di una Toscana tanto umana quanto divina. Ma Banchi invita a non cedere allo sconforto: “La reazione non deve essere quella di piangersi addosso, ma di trovare una prospettiva nuova”.

Antonio Degl'Innocenti

A questo link è possibile vedere la puntata completa: Segno7 - 39° Edizione - 10° Puntata - Dio abita in Toscana



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