“I Reale a Loppiano: una serata di fede, libertà e rinascita”

 


Bisogna essere vivi che vivono. Uomini e donne che camminano verso Dio lasciandosi alle spalle le dipendenze. Giovani che desiderano fare della propria vita una luce nel mondo. È questo il messaggio che i Reale, nota band musicale d’ispirazione cristiana, hanno lanciato ai giovani – e non solo – durante la serata di testimonianza, musica, preghiera e adorazione che si è svolta al Santuario di Maria Theotokos, a Loppiano.

L’incontro, organizzato dalla pastorale giovanile della Diocesi di Fiesole, ha dato avvio alla celebrazione diocesana della Giornata Mondiale della Gioventù. “Un momento – hanno scritto i responsabili dell’ufficio diocesano – per ascoltare la voce di chi ha incontrato Cristo e ne vive la gioia, un’occasione per pregare insieme davanti all’Eucaristia e rinnovare il desiderio di essere amici e testimoni del Signore, come ci chiede il Papa”.

La Cittadella di Loppiano ha sostenuto l’organizzazione ospitando l’evento presso la Theotokos, che per l’occasione era gremita di giovani. Insieme al Vescovo Stefano Manetti, hanno ascoltato la testimonianza, la musica e l’ardore che i Reale hanno portato con semplicità e intensità.

Il Vescovo ha sottolineato un aspetto fondamentale della relazione con Dio: la libertà. Dio ci crea liberi, liberi di sceglierlo o meno, liberi di agire secondo la nostra volontà. Ed è proprio questa libertà che i Reale hanno esercitato nella loro vita: lo hanno scelto.

Alessandro Gallo e Francesca Cadorin, fondatori del gruppo, sono testimoni viventi di questa scelta. Incontratisi nella comunità Cenacolo di Suor Elvira, dopo un passato segnato dalla tossicodipendenza, hanno ricominciato da zero. Una scelta di vita “libera, emozionante, povera, precaria ma irrinunciabile”. Oggi marito e moglie, padre e madre, hanno trasformato la loro storia in un progetto di testimonianza ed evangelizzazione che dura da sedici anni.

La loro è una storia vera, fatta di cadute e risalite, di rifiuto dell’amore di Dio e degli altri, di sguardi spenti e senza speranza. Grazie al sostegno ricevuto nel percorso di rinascita – in particolare dalla dedizione di Suor Elvira – hanno cambiato prospettiva. Hanno abbracciato Cristo, aperto le porte al Redentore, scelto l’amore che cura le ferite interiori.

La loro testimonianza ha toccato temi concreti: consigli, fragilità, vita quotidiana. Ma non è mancato un monito: le dipendenze oggi non sono solo droga. Tutto ciò che ci allontana da Cristo, tutto ciò per cui viviamo al posto di Lui, logora la nostra vita interiore. Crea catene invisibili. Ci rende oggetti della materia e non spirito che si eleva verso la salvezza.

A Fiesole, hanno detto, “abbiamo portato solo quello che siamo e che possiamo: la nostra esperienza di risurrezione possibile per tutti”. E hanno aggiunto di aver ricevuto un affetto “numeroso e tangibile”. Vedere tante persone disposte a percorrere chilometri per una serata insieme li ha profondamente colpiti. “È stato meraviglioso il silenzio durante l’Adorazione eucaristica”.

Il loro augurio, dopo questa esperienza, è “continuare così, rispondendo di sì alle richieste di diocesi e parrocchie che ci chiedono di portare la nostra musica e la nostra testimonianza. A noi è chiesto di seminare, non di raccogliere i frutti. Vivere la volontà di Dio nel momento esatto in cui si realizza davanti ai nostri occhi ci permette di non perdere tempo dietro ai ‘se’ e ai ‘forse’. Mentre costruiamo la vita un metro alla volta, la Provvidenza costruisce le occasioni e apre le strade”.

In sedici anni hanno ricevuto migliaia di riscontri che confermano che la strada scelta non è comoda, ma è quella giusta. Le centinaia di messaggi confidenziali dei ragazzi sui social sono per loro un tesoro prezioso. “Ci stupisce che l’amore dei giovanissimi non si esaurisca”.

Negli anni post Covid, quando temevano che la loro missione fosse finita, è accaduto l’opposto: hanno organizzato una tournée internazionale che li ha portati in grandi capitali come New York, Londra e Fortaleza. Hanno partecipato a festival e eventi internazionali davanti a milioni di persone (GMG, Halleluya Festival, Giubileo dei Giovani), realizzato duetti con artisti cristiani di altri Paesi e ricevuto crescente fiducia dalla Chiesa.

“Il nostro riscontro più grande – dicono – rimane la pace con cui affrontiamo le sfide. Finché siamo in pace, tutto si risolve”.

Una serenità che porta con sé entusiasmo e desiderio di continuare a donare. “Stiamo producendo il nuovo disco dei Reale – hanno concluso – un progetto diverso dai precedenti. E stiamo progettando un tour-pellegrinaggio che ci porti a bissare l’Aking for Faith Tour del 2023, con eventi e gemellaggi con diocesi e realtà di New York, Fortaleza, Lisbona, Londra, Madrid e Seoul. Un cammino di evangelizzazione che ci accompagnerà fino alla GMG 2027”.

Un progetto che certamente porterà frutti, grazie a questa coppia e a tutti coloro che collaborano con loro: persone che hanno avuto le lacrime agli occhi, hanno alzato le mani verso Gesù e, con la speranza nel cuore e la sua luce, non hanno più avuto paura.

Antonio Degl’Innocenti

Commenti

Post più popolari