“Famiglia e società: tra crisi culturale e responsabilità condivisa”
La famiglia è ancora la cellula fondamentale della società? Nell’ultima puntata di Segno 7 abbiamo provato a rispondere a questa domanda, affrontando un tema attuale che riflette i profondi mutamenti della società occidentale, sempre più incerta sul significato stesso di “famiglia”.
Nell’antica Grecia la filia, l’amicizia, aveva un valore superiore al legame familiare. Con il tempo, però, la famiglia è stata riconosciuta giuridicamente come struttura funzionale alla continuità della comunità. Con il cristianesimo, come ricordava Francesca Mortaro citando una conferenza del filosofo Massimo Cacciari, «al riconoscimento giuridico si è unito l’amore reciproco».
Ma cosa mette oggi in crisi l’idea di famiglia? «L’idea che sia solo un fatto privato» spiegava Cacciari. «Viviamo nell’era della privatizzazione del diritto. Ma la famiglia è un bene per tutti, qualcosa che incide sulla società».
In studio, la dott.ssa Giulia Battigaglia, docente e consulente familiare, ha ribadito che la famiglia è «la comunità naturale in cui si sperimenta la socialità umana» e che «contribuisce in modo unico e insostituibile al bene comune». Riprendendo il sociologo Pierpaolo Donati, ha ricordato che ogni società ha una propria matrice teologica, e che nella post-modernità «Dio si trova nella relazione». La relazione familiare, caratterizzata da generatività, reciprocità e dono, diventa così il luogo in cui si custodisce il senso della vita quotidiana.
Hegel definiva la famiglia «la totalità più perfetta che la natura conosca». Il filosofo Diego Fusaro ha sottolineato come il legame familiare sia impermeabile alla logica mercantile: «Il rapporto tra madre e figlio è totalmente donativo». Per questo, secondo Fusaro, la concezione del figlio come “diritto” è un’aberrazione individualistica che trasforma la vita in bene di consumo, aprendo la strada a derive come l’utero in affitto o l’idea del figlio come oggetto di desiderio.
Il tema dei figli, però, non riguarda solo scelte personali: è una questione sociale. Gigi De Palo, agli Stati Generali della Natalità, ha ricordato che «oggi nascono meno della metà dei bambini che nascevano durante la guerra». Con 300.000 nati e 700.000 morti all’anno, «perdiamo una città come Bari ogni dodici mesi». Un trend che, senza inversione, porterà l’Italia a un crollo del PIL nei prossimi decenni.
La dott.ssa Battigaglia ha evidenziato un nodo cruciale: «Le donne vogliono realizzarsi ed essere indipendenti, ma oggi questo non coincide con la maternità». L’Italia presenta infatti la peggiore combinazione europea: bassa natalità e bassa occupazione femminile. Per invertire la rotta serve «una fiscalità a misura di famiglia» e un cambiamento culturale che riconosca i figli come bene collettivo.
Il dibattito si è poi spostato sulla definizione stessa di famiglia. Fusaro ha criticato l’espressione “famiglia tradizionale”: «La famiglia cambia nella storia, ma esiste un concetto naturale: padre, madre e figli. Non per natura, ma per cultura». Una posizione netta, oggi fortemente contestata, ma che invita a riflettere sul ruolo antropologico della famiglia.
Battigaglia ha aggiunto che «il potere ha interesse a indebolire la famiglia», perché un individuo isolato è più fragile e manipolabile. Distruggere la famiglia significa spingere verso una visione materialistica della realtà, dove il bene coincide con piacere e calcolo.
La puntata ha ospitato anche la testimonianza del conduttore Alessandro Greco, che ha raccontato la sua storia familiare segnata da conflitti e incomprensioni, e il percorso che lo ha portato a costruire una famiglia nuova, più consapevole e unita.
Da qui il tema della pastorale familiare. «Una pastorale che non ha una visione realistica della famiglia rischia di ripetere errori filantropici» ha spiegato Battigaglia. La formazione deve unire antropologia cristiana e scienze umane, offrendo strumenti concreti per affrontare difficoltà e crescere come coppia e come famiglia.
La famiglia, oggi più che mai, ha bisogno di consapevolezza, sostegno e riconoscimento sociale. Come ha ricordato Papa Francesco, «la famiglia è il tesoro più prezioso dell’Europa». Non un pezzo da museo, ma un lievito capace di far crescere un mondo più umano, fondato su incontro, reciprocità e solidarietà tra generazioni.
Antonio Degl’Innocenti



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