“Overtourism e città svuotate: il viaggio lento come via di salvezza”

 

Antonio Degl'Innocenti e Giancarlo Brocci ideatore dell'Eroica

Il turismo di massa sta trasformando le nostre città d’arte in gusci vuoti, scenografie prive di vita dedicate al consumo rapido e al "selfie di rito". Questo il tema centrale della diciottesima puntata di Segno 7, dove il conduttore Antonio ha dialogato con Giancarlo Brocci, ideatore dell’Eroica, per analizzare il fenomeno dell’overtourism e cercare una via d’uscita nel ritorno al "viaggio lento".

Il dibattito si è aperto con una riflessione cruda sulla metamorfosi dei centri storici. Durante il primo servizio della puntata, è stata richiamata la visione dell'architetto Salvatore Settis, secondo cui "l’overtourism distrugge la cosa stessa che il turista cerca: la bellezza e l’autenticità". Nel servizio viene spiegato come questo processo porti alla "morte delle città: una città senza residenti non è più una città ma una scenografia teatrale senza anima, dove le piazze progettate per l’incontro sociale diventano corridoi di transito".

Giancarlo Brocci, ospite in studio, ha confermato questa tendenza portando la sua esperienza di viaggiatore: "I centri storici sono diventati outlet di lusso, luoghi da pizzeria, da souvenir, da ristorante. Diventano dei parchi giochi dove vai a fare il selfie per poter dire 'sì, ci sono stato', ma la vita e l’autenticità sono perse". Brocci ha poi citato esempi concreti, come Civita di Bagnoregio, dove "paghi i 5 euro e ti rendi conto di essere dentro tutta una serie di ristoranti, perdendo la percezione di un luogo vivo".

Un focus specifico è stato dedicato a Firenze, con l’intervento dell’assessore al turismo Jacopo Vicini. L’amministratore ha evidenziato la pressione insostenibile sulla città: "Firenze ha un centro storico di soli 5 chilometri quadrati che registra ogni anno circa 15 milioni di presenze turistiche. È difficile cercare un equilibrio tra chi vive la città tutti i giorni e chi la visita". Vicini ha poi elencato le misure drastiche intraprese dal Comune: "Abbiamo vietato le key box, un fenomeno che rischiava di incidere sia in termini di sicurezza che di decoro, e abbiamo vietato l’utilizzo di altoparlanti e microfoni da parte delle guide turistiche, una prassi invisa ai nostri residenti".

Anche Venezia è stata protagonista di un servizio che ha dato voce ai cittadini. Una residente della Giudecca ha espresso tutto il disagio di chi vede la propria comunità svanire: "Bisogna frenare questo overtourism, è francamente eccessivo. Non posso vedere tutte le case di veneziani affittate per avere un reddito; in questo modo si rende il costo delle case impossibile e la città si impoverisce".

Il cuore della critica è stato poi rivolto al ruolo dei social media e alla trasformazione del viaggiatore in "ingranaggio" del marketing. Nel servizio dedicato al "gregge digitale", Ruben Santopietro, fondatore di Marketing Italia, ha denunciato: "Siamo passati dal Grand Tour al Fast Tour. Molti viaggiatori oggi non scelgono più dove andare in base a un desiderio profondo, ma seguono la scia di un contenuto virale. L’obiettivo non è conoscere, ma documentare per esistere". Il sociologo Marco Deramo, citato nel medesimo servizio, definisce il fenomeno come "una vera e propria industria estrattiva dove la risorsa estratta è la bellezza del luogo, consumata fino all’esaurimento".

Sull'impatto economico si è soffermato Pierluigi Piccini, assessore a Piancastagnaio ed ex sindaco di Siena, sottolineando come la monocultura turistica danneggi il tessuto sociale: "Siena è fra le città più care d’Italia e il turismo così come è fatto non fa che accentuare il costo della vita. C'è uno snaturamento: siamo arrivati alla vicenda delle campane di Pienza, che non si volevano far suonare perché avrebbero disturbato i turisti". Piccini ha poi aggiunto un monito per i territori ancora intatti come l'Amiata: "Bisogna stare molto attenti alla gestione, affinché le caratteristiche tipiche vengano valorizzate e non omologate".

In chiusura di puntata, Giancarlo Brocci ha lanciato un messaggio di speranza legato alla filosofia dell'Eroica e del movimento "slow": "Il viaggio lento, come quello in bicicletta, ti obbliga a 20 all'ora ad apprezzare odori e suoni che non cogli altrimenti. La gente tornerà a cercare i luoghi dell'anima dove c'è la verità, i silenzi e l'imprevedibile". La conclusione è un invito a cambiare prospettiva: "Forse è il momento di smettere di essere follower della realtà e tornare a essere semplicemente dei viandanti".

 

Antonio Degl’Innocenti


La puntata integrale è disponibile a link: https://youtu.be/RXyzJYAKt98?si=7RBt_dyjk6MnVzNP





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